Decisioni della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi 2011-12: il coniuge ha diritto di accedere alle dichiarazioni dei redditi e alle buste paga dell'altro coniuge per difendere i propri interessi in giudizio

La Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi 2011- 2001 ripetutamente afferma che la tutela alla riservatezza del coniuge è recessiva rispetto all'esigenza dell'altro coniuge di accedere alle dichiarazioni dei redditi e alle buste paga  dell’altro coniuge per difendere i propri interessi in giudizio

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- Infine, la Commissione ha accolto il ricorso presentato da un cittadino che riferisce di aver presentato domanda di accesso alla situazione reddituale ed alle buste paga dell'ex coniuge, relativamente agli ultimi tre anni. Motivava la richiesta al fine di intraprendere azione per il mutamento delle condizioni di divorzio a suo tempo stabilite. L'amministrazione non ha dato riscontro alla richiesta nei trenta giorni successivi, pertanto, la ricorrente. In primo luogo la Commissione ha osserva la titolarità di un interesse diretto, concreto e attuale in capo al ricorrente, costituendo la documentazione richiesta indice di valutazione delle condizioni economiche dell'ex coniuge; condizioni rilevanti ai fini della quantificazione degli importi da corrispondere tramite l'assegno di mantenimento. A tale riguardo le difese svolte dal controinteressato non paiono pertinenti, atteso che esse afferiscono all'azione civile che la ricorrente intende svolgere all'esito del chiesto accesso. Tale profilo, invero, non può paralizzare la richiesta di accesso, stante l'autonomia della domanda ostensiva rispetto all'azione che in seguito all'accesso si intenda intraprendere. Si tenga altresì presente che la documentazione domandata non contiene dati sensibili, stante la volontà del legislatore di formulare un elenco tassativo dei dati suddetti, contenuto nell'articolo 4 del d. lgs. n. 196/2003, tra i quali, quelli che qui interessano non compaiono. In tal senso, espressamente, T.A.R. Lazio Roma Sez. I quater, Sent. n. 35020, del 02-12-2010, ove si afferma "Quanto alla tutela della riservatezza di terzi è vero quanto sostenuto da parte ricorrente che l'entità del reddito percepito dal coniuge non costituisce un dato sensibile, in quanto non rientrante nella espressa elencazione di cui all'art. 4, comma 1 lett. d) del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 che, tra i dati sensibili, ricomprende: "i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale".

- la Commissione ha confermato il costante orientamento secondo cui l'interesse alla tutela della riservatezza del contribuente, in relazione alle informazioni ed ai dati contenuti nella dichiarazione dei redditi, non può non recedere qualora la conoscenza di tali dati da parte dell'accedente sia necessaria ai fini della cura e della difesa dei propri interessi in giudizio intentato nei suoi confronti dall'ex coniuge che abbia chiesto la rimozione del suo obbligo di corrispondere alla ricorrente ed ai figli l'assegno di mantenimento divorzile;

- la Commissione ha anche accolto il ricorso di un cittadino che riferisce di aver presentato all'Agenzia delle Entrate richiesta di accesso alla dichiarazione dei redditi del proprio ex coniuge, al fine di agire per la rideterminazione delle condizioni patrimoniali stabilite a seguito del divorzio. L'amministrazione non ha dato seguito alla domanda di accesso nei trenta giorni successivi. Il ricorso è stato ritento fondato e meritevole di essere accolto, stante la incontrovertibile titolarità di un interesse diretto, concreto e attuale in capo alla ricorrente, costituendo la documentazione richiesta indice di valutazione delle condizioni economiche dell'ex coniuge; condizioni rilevanti ai fini della rideterminazione degli accordi patrimoniali, precedentemente stabiliti in sede di cessazione degli effetti civili del matrimonio;

- la Commissione ha, inoltre, accolto il ricorso di un cittadino che essendo legalmente separato dal coniuge, inviava all'I.N.P.S. un'istanza d'accesso ai cedolini di pagamento dei mesi di marzo, aprile e maggio del 2011, relativi alla pensione intestata all'ex coniuge, nonché ad un documento o prospetto riepilogativo, ove esistente, attestante i ratei arretrati di pensione percepiti. A sostegno della sua istanza di accesso faceva valere il proprio interesse ad accertare le risorse economiche di cui disponeva il coniuge, a seguito della pronuncia di separazione, al fine di valutare la proponibilità di una richiesta di modifica dell'entità dell'assegno di mantenimento, posto a carico del ricorrente, ex art. 710 c.p.c.. L'Amministrazione comunicava il rigetto dell'istanza di accesso in questione, sul rilievo dell'impossibilità di fornire specifiche notizie riguardanti la sfera personale, in mancanza di una richiesta in tal senso dell'autorità giudiziaria competente. La commissione ha osservato che non vi è dubbio che l'istanza di accesso in questione sia sorretta da un interesse diretto, concreto ed attuale del ricorrente, ai sensi dell'art. 22, comma 1, lettera b) della legge n. 241/1990, ad acquisire copia dei documenti richiesti, la cui conoscenza è strumentale all'esercizio del suo diritto di difesa nell'instaurando giudizio civile, avente ad oggetto l'entità dell'assegno di mantenimento spettante al di lui coniuge, dal quale è legalmente separato. Ne consegue la sussistenza del diritto di accesso del ricorrente ai cedolini relativi agli ultimi ratei pensionistici menzionati nell'istanza di accesso; l'accessibilità alle ulteriori informazioni richieste è, invece, subordinata all'esistenza di un documento riepilogativo delle stesse, alla stregua dell'art. 22, comma 4, della legge n. 241/1990 che esclude l'accessibilità delle informazioni in possesso di una Pubblica Amministrazione che non abbiano forma di documento amministrativo;

- La Commissione ha inoltre accolto il ricorso dell'ex coniuge che, intenzionato a presentare un'istanza per la modifica dell'assegno di mantenimento posto a suo carico, rivolgeva all'Agenzia delle Entrate un'istanza di accesso al Modello unico 2008 e 2009 della ex moglie, al fine di dimostrare la situazione reddituale della stessa nel corso del giudizio di separazione giudiziale. L'Amministrazione rigettava tale istanza di accesso, richiamando la disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali ( d. lgs. n. 196/2003). Al contrario, la Commissione ha ritenuto il ricorso meritevole di accoglimento, in quanto non è contestabile la sussistenza di un interesse diretto, concreto ed attuale del ricorrente ad accedere alla documentazione richiesta, la cui acquisizione è indispensabile al fine di consentirgli di tutelare in giudizio la pretesa ad ottenere la modifica dell'entità dell'assegno di mantenimento posto a suo carico, nel contesto del giudizio di separazione dal coniugependente. A fronte di siffatto interesse l'esigenza di tutela della riservatezza dei dati contenuti nei documenti richiesti è recessiva.

 

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