Divorzi internazionali più rapidi e semplici nell'Unione europea
Oggi il 20% dei divorzi nell'Unione avviene tra persone di due diversi Stati membri.
E nella Ue le legislazioni sui divorzi sono alquanto differenti: si va da Malta (in cui il divorzio ancora non esiste), alla Svezia, in cui per dire addio al matrimonio, basta andare in comune.
Quanto prima i divorzi internazionali saranno più rapidi e semplici nell'Unione europea, grazie al primo concreto esperimento di cooperazione giudiziaria rafforzata tra i Paesi membri, introdotto dal Trattato di Lisbona.
Questo l'orientamento dell'Europarlamento, che alcuni giorni orsono ha approvato il piano della Commissione per l'implementazione da parte di quattordici Paesi membri (tra cui l'Italia) di norme che concedono alle coppie di coniugi cittadini di questi di paesi la facoltà di scegliere in anticipo la legislazione nazionale cui fare riferimento in caso di divorzio:
L'obiettivo è sfavorire il fenomeno della "corsa al Tribunale": l'Italia, Austria, Bulgaria, Francia, Ungheria, Lussemburgo, Romania, Slovenia, Spagna, Germania, Belgio, lettonia, Portogallo e Cipro, potranno presto snellire le procedure di divorzio internazionali, anche senza l'esplicito consenso degli altri Paesi membri dell'Unione.
I coniugi potranno scegliere in anticipo e di comune accordo la legge nazionale applicabile in caso di divorzio, di norma quella del Paese con il quale i due coniugi hanno un legame (residenza abituale o nazionalità);
Le nuove norme non impatteranno sulle legislazioni nazionali, e in caso di disaccordo la legge applicabile sarà determinata secondo una gerarchia di criteri ulteriori (residenza abituale comune, ultima residenza abituale comune, nazionalità comune, legge della giurisdizione adita).
Il pacchetto dell'Europarlamento si compone di due parti: una proposta di Decisione del Consiglio che autorizza il meccanismo della cooperazione giudiziaria rafforzata tra i 14 Paesi, e un Regolamento che esplicita le misure da implementare.
Prossima tappa istituzionale la discussione da parte del Consiglio Ue di questa seconda parte nei prossimi mesi.
Il Consiglio ha già fatto sapere che intende garantire alle coppie più certezza legale, flessibilità e meno burocrazia.
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