Irragionevole durata dei processi

La Convenzione Europea dei diritti dell'uomo stabilisce che "ogni persona ha diritto a veder esaminata la sua causa in modo equo ed entro termini ragionevoli".

Ciò significa che la durata del processo è un criterio che governa la legalità dei mezzi e non può mai essere usato a danno del livello di garanzie dell'imputato.

Oggi, i processi in Italia durano troppo tempo perché la macchina organizzativa è totalmente insufficiente a far fronte alle mole di lavoro sia in termini di risorse umane, che in termini di strumenti tecnici e di organizzazione.

I provvedimenti oggi all'esame del Parlamento non sembrano sufficienti a risolvere il vero nodo della questione. Essi impongono durate più ridotte ai processi, com'è giusto che sia, ma non forniscono gli strumenti per conseguire questo importante obiettivo, peraltro considerato dalle forze politiche di tutti gli schieramenti come fondamentale per un Paese moderno. I dati statistici, impietosi, ci dicono che pendenti abbiamo ben 10 milioni di processi. Milioni di cittadini restano senza tutela. Riformare la giustizia è davvero una priorità per la quale occorre innanzitutto investire più risorse economiche.

Serve considerare la giustizia alla stregua di una infrastruttura destinata ad aumentare lo sviluppo, morale in primis, ma anche economico. Ciò vale per le cause penali ma anche per quelle civili. Gli attuali ritardi della Giustizia costituiscono, infatti, un'autentica barriera all'accesso degli investimenti in Italia da parte delle aziende straniere.

Come si vede, l'idea del processo breve è in linea di principio largamente condivisibile ma richiederebbe, innanzitutto, interventi strutturali all'altezza dell'obiettivo da conseguire e di stanziamenti adeguati sostenuti da razionali metodi di utilizzo.

Già oggi decine di migliaia di procedimenti si concludono con la prescrizione che sancisce una sconfitta dello Stato e della legalità.

Questo fenomeno diverrà ben maggiore se non si porranno le condizioni normative e organizzative per realizzare concretamente e non solo a parole, un processo breve.

Le risorse economiche stanziate per tale obiettivo, avrebbero del resto, un ritorno moltiplicato per le casse dello Stato, che deriverebbe non solo dal rafforzamento della autorevolezza delle istituzioni, e dalla fiducia del cittadino e delle imprese, ma anche nella maggiore attrattività per l'investitore straniero del cosiddetto Sistema Italia.

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