Scuola: si al risarcimento ai precari - Tribunale del lavoro di Genova 25 marzo 2011 n. 520
Il tribunale del lavoro di Genova, con sentenza 25 marzo 2011n. 520, ha condannato il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca a risarcire quindici lavoratori con contratto a tempo determinato, reiterato da tre a dieci anni, riconoscendo la possibilità della ricostruzione di carriera, l'illegittimità dei contratti a termine e i danni derivanti dalla mancata nomina a tempo indeterminato con la previsione per ciascuno dei quindici ricorrenti di un risarcimento di circa 30 mila euro.
Complessivamente, quindi, il costo del risarcimento a carico dell'erario ammonta a circa 500 mila euro.
La decisione del tribunale di Genova si fonda sul mancato rispetto da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca della direttiva dell'Unione europea 1999/70/CE, recepita nella normativa nazionale con il decreto legislativo n. 368 del 2001, il quale dispone, all'articolo 4, che un contratto a tempo determinato può essere prorogato non più di una volta e che la durata totale di uno o più contratti a tempo determinato non può superare i tre anni e, all'articolo 5, comma 4-bis, che uno o più contratti di durata superiore ai tre anni siano considerati contratti a durata indeterminata.
La direttiva europea1999/70/Ce, fissando importanti principi generali in materia di lavoro a termine, confligge con norma nazionale, la legge 124/99
Si evidenzia nella motivazione della sentenza: - l'illegittimità della reiterazione dei contratti; - l'obbligo di riconoscere l'anzianità di servizio anche in favore dei precari; la sussistenza di una vera e propria contraddizione interna a un sistema che da una parte valorizza “il tempo lavorato ai fini dell'immissione in ruolo dei precari” ma dall'altro “vi nega rilevanza sul piano economico”.
Nota bene:
- nell'anno scolastico 2010-2011 risultano in servizio a tempo determinato circa 113.300 docenti, di cui circa 90.000 con contratto fino al termine delle lezioni, e 51.400 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario;
- sarebbe quindi assai onerosa l'eventuale estensione degli effetti determinati dalla suddetta sentenza al personale della scuola a tempo determinato che volesse intraprendere analoghe azioni legali (stime giornalistiche quantificano l'eventuale onere tra i 4 e i 6 miliardi di euro)
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